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“L’arrivo di un cane guida mi ha fatto sentire tutelata e protetta” Renata Sorba

Perché ho scelto il cane guida

Il mio utilizzo del bastone bianco è durato per un breve periodo poiché ho preferito scegliere come ausilio un cane  guida. Il bastone bianco per me era un oggetto freddo e senza emozioni. Tante paure  stavano condizionando i miei  comportamenti: buio,  rumori, persone che incrociavo e  tutto ciò che mi circondava. Avevo perso quindi la sicurezza e la tranquillità per potermi muovere autonomamente.

L’arrivo di un cane guida mi ha fatto sentire tutelata e protetta. Il cane si fa sentire, ti comunica comunque calore ed affetto e nel contempo ti vigila e ti permette di individuare meglio le persone e i pericoli che quotidianamente  incontri.

Avere un cane guida è una grande responsabilità, richiede tempo, pazienza, cura e sacrificio. La sua presenza in casa è tangibile, deve rispettare gli orari e regole e nel contempo ha bisogno anche di spazi e di momenti di relax.

Il lavoro del cane guida è di un paio di ore al giorno, il tempo di muoversi e di spostarsi da casa al lavoro e altri ambienti extra, ma sempre molto importanti nella vita quotidiana. Nelle altre ore della giornata condivide con te i tuoi ritmi, i tuoi interessi e le tue pause.

Da dieci anni ho il cane guida, prima Rudy e oggi York.

L’ausilio di un cane guida è una scelta ed io ne sono consapevole. Proprio per la grande importanza che ha e per il ruolo che svolge, per me è un “gioiello” e prima di ogni cosa metto in primo piano la sua salute, sicurezza e benessere.

Asti, 16 ottobre 2016
Renata Sorba